Parlare sul silenzio, fare una conferenza sul silenzio, come sto facendo io in questo momento, è una contraddizione in termine, perchè parlare è già in qualche modo materialmente fare del rumore, utile fino ad un certo punto, come Caronte che ti porta oltre il fiume nell'aldilà, ma poi ti lascia da solo a percorre il tuo cammino. Io vi porterò con queste spiegazioni e riflessioni aldilà delle parole, poi sta a voi approfondire nel silenzio da soli se riuscite a sentire dove si trova il portale chiamato silenzio. Caronte è silenzioso, perchè la morte è silenzio ma fa una grande rumore la morte. Anche Dio è silenzioso, ma fa una grande confusione quando se ne parla di Lui. L'amore pure è silenzio, per questo cercando di spiegarlo noi sempre lo mal interpretiamo. Scopriremo che tutte le cose essenziali della vita sono silenziose.
L'EREMITA IL GRILLO E LA CITTÀ
Quando mi venne chiesto di fare un seminario sul silenzio ho accettato in silenzio, ma con tanti rumorosi dubbi in testa. Avevano chiesto a me perchè ovviamente, essendo stato per molti anni un eremita che visse nel deserto in totale silenzio, avrei dovuto sapere qualcosa al riguardo. Avrei voluto iniziare la conferenza con un ora di silenzio (sì un ora, mica un minuto come negli stadi), come avrebbe fatto un maestro Zen, ma noi occidentali non siamo preparati per un tale shock, tutt'al più dopo 10-15 minuti sarebbero andato via. Allora mi venne in mente un racconto che viene all'uopo, visto che anch'io sono un eremita che è tornato a vivere in città:
"si racconta di un eremita che tornò in città a far visita a suo fratello e mentre erano in mezzo al via vai di gente, macchine, clacson, vocio della calca, ecc... l'eremita disse a suo fratello: "Aspetta un attimo, senti un po, c'è un grillo nei paraggi" il fratello lo guardava incredulo, poi aggiunse l'eremita: "Eccolo lì, dietro il bidone". Al che il fratello stupito gli chiese: "ma come fai a sentire un grillo in mezzo a questo chiasso?".... "Boh, non lo so" rispose l'eremita e continuarono camminando. Allora l'eremita di nascosto senza farsi vedere, prese dalla tasca uno spicchio di centesimo e lo fece cadere per terra e subito il suo fratello disse: "Aspetta un attimo, hai sentito?, è caduto del denaro qui nelle vicinanze"... Allora l'eremita gli domandò: "E come fai tu a sentire un piccolo centesimo in mezzo a questo caos?".
A voi lascio la risposta a questa storiella con cui inizio le mie conferenze sul silenzio, aggiungendo soltanto un particolare: noi siamo fatti di vibrazioni e quindi di frequenze. Se vogliamo sintonizzarci su di una stazione di radio dobbiamo prendere la sua frequenza. L'eremita poteva sentire il grillo perchè era sulla frequenza della natura, suo fratello sentiva lo spicciolo perchè il suo cuore viaggiava sulle coordinate del denaro. Non so voi se capirete le mie conferenze, se la mia voce per voi sarà quella di un grillo o di uno spicciolo di denaro, vi lascio nel silenzio a riflettere su quale frequenza viaggia il vostro cuore e su quali coordinate e frequenze è posizionata la vostra mente. Teniamo però presente che noi sentiamo fuori soltanto quello che siamo dentro.
IL SILENZIO MONASTICO
Nella tradizione monastica, il silenzio non è una semplice assenza di rumore o una punizione, ma una disciplina spirituale fondamentale. Viene prescritto per tre motivi principali: 1. Il silenzio esteriore serve a creare spazio nel cuore e nella mente, quindi è uno strumento materiale che aiuta il monaco a concentrarsi nel suo mondo interiore. 2. Ogni parola superflua disperde energie spirituali. Il silenzio protegge il monaco dalla distrazione. 3. Eliminando i discorsi inutili, si evitano tensioni e conflitti, si aprono spazi infiniti di attenzione e delicatezza, si crea un ambiente di armonia e pace. Pero questo silenzio è materiale, esterno, sì prezioso ma non basta. Infatti se hai rumore interiore, pensieri e sentimenti cattivi, di nulla serve il silenzio esterno. Esempio classico è quello dei monaci Cistercensi e Trappisti che crearono un linguaggio con i segni delle mani pur di non infrangere il silenzio, ma come diceva Tomas Merton, facevano con le mani un grande rumore visivo e vivevano tutto il giorno chiacchierano con le dita. Dunque non basta un luogo silenzio se noi non raggiungiamo il silenzio interiore.
IL SILENZIO NON ESISTE NELLA MATERIA
Per capire il silenzio prima di tutto dobbiamo definire scientificamente che cosa è il suono, perchè ovunque ci sia un suono questo invade il silenzio. Il suono è un'onda meccanica generata dalla vibrazione di un corpo che si propaga attraverso un mezzo (come l'aria, l'acqua o i materiali solidi). Questa vibrazione fa oscillare le molecole, creando variazioni di pressione che raggiungono l'orecchio, il quale le trasforma in impulsi elettrici interpretati dal cervello. Dunque possiamo dire che anche il movimento di un atomo produce un suono, anche se a noi impercettibile, quel suono o vibrazione esiste. Questo ci porta alla conclusione che nella materia il silenzio non esiste, perchè tutto vibra. Infatti dopo stare nel caos rumoroso della citta, potresti sentire che nel bosco o nella montagna c'è silenzio, invece chi vive nella montagna ascolta molti suoni: il vento tra gli alberi, il gracidare delle rane, il concerto degli uccelli al mattino, persino il suono delle tarme dentro il legno. Più ti addentri in luoghi silenziosi più si risvegliano altri suoni. Se entrassimo In una camera anecoica (il luogo più silenzioso al mondo) potremmo persino sentire il flusso del sangue nelle nostre vene, il battito del nostro cuore, l'aria che esce e esce dai nostri polmoni... fino a perdere l'equilibrio (di questo ne parleremo più avanti). Dunque, ripetiamolo, se usiamo l'apparecchiatura tecnologica, potremmo anche sentire il suono di un atomo, per cui tutto nell'universo, ha un suo suono. Allora, dove sta il silenzio? Si trova nel vuoto, perchè il suono si sposta sotto forma di energia e non può propagarsi nel vuoto poiché ha bisogno di materia per viaggiare. Sapete che Dio è il vuoto universale? ecco perchè resta in silenzio, eppure la gente non fa altro che parlare del Verbo di Dio o la parola di Dio. Sapete che in noi il vuoto è una dimensione psichica chiamato inconscio? ecco perchè monaci e psicologi cercano di entravi attraverso il silenzio.
Il silenzio non è uno stato materiale che ti conquista dal di fuori, ma è una disposizione mentale che ti raggiungi dal di dentro di te stesso. Il altre parole, il silenzio non è qualcosa che tu ascolti, ma è uno stato con cui tu ascolti tutto: anche il rumore, perchè quando tu sei in silenzio nulla ti può interrompere e farci uscire da questa dimensione, anzi nel silenzio riesci ad ascoltare qualsiasi creatura e cogliere il senso della sua essenza. Viviamo con la mente piena di rumore… problemi, ansia, paura, preoccupazioni e pensieri che non si fermano mai. Forse il vero potere non sta nel pensare di più, ma nell'imparare a mettere a tacere il rumore interiore. E forse è per questo che molte persone temono il silenzio… perché è lì che iniziano a trovare se stesse. Quando una persona riesce a calmare la propria mente… inizia a percepire cose che prima non riusciva a vedere: intuizione acutissima, pace inspiegabile, senso di connessione col tutto e chiarezza mentale.
DEL SILENCIO, SURGE EL SONIDO
En publicaciones anteriores, vimos cómo la materia surge de la nada y la plenitud del vacío, pero lo mismo ocurre con el sonido: surge del silencio, por lo que el silencio no es la ausencia de sonido, sino su plenitud. Para comprender esto a nivel científico, necesitamos profundizar en la cámara anecoica. Una cámara anecoica es un entorno de laboratorio estructurado para minimizar la reflexión de señales en las paredes. El término, del griego, significa "sin eco" y es particularmente útil para estudios que requieren simular condiciones de espacio abierto infinito en un entorno cerrado. Al vaciar una habitación enorme, surge inmediatamente un eco porque hay espacio. Los monjes, de igual manera, entran en silencio, vaciando sus mentes y corazones, creando espacio y pudiendo escuchar el eco de la consciencia (intuición verdadera) y la vibración del Om o corazón (amor). Pero cuanto más vacío se crea, más sonidos previamente ocultos surgen. Al entrar en una cámara anecoica, ocurre la magia: inicialmente, los oídos se adaptan al silencio. Pronto, empezarás a oír los latidos de tu corazón, tu respiración, la sangre fluyendo por tus venas, el rugido de tu estómago y los intestinos digiriendo la comida. Así, tu cerebro se ve absorbido por sonidos internos que superan el umbral del oído humano. Como nos orientamos a través del sonido, sin él, si intentas caminar, pierdes el equilibrio. Después de un tiempo, la persona dentro de la cámara anecoica pierde la capacidad de moverse. Tras media hora, el cerebro empieza a confundirse y a crear sus propios "sonidos" para encontrarse y defenderse, y entonces surgen las alucinaciones y el delirio. Podemos decir que, a nivel material y biológico (no espiritual), el silencio absoluto conduce a la locura. ¿Cómo superan los grandes místicos el umbral del silencio? Con algo sencillo, que en los Evangelios llaman el Verbo (palabra, sonido original y creativo), porque al escuchar ese sonido recuperan el equilibrio psíquico.
RUMORI E SUONI
Il silenzio non è assenza di suoni, ma uno spazio attivo di connessione con il tutto. Attraverso l'analisi psico-esoterica e spirituale, esso si rivela come il luogo in cui la psiche elabora i contenuti inconsci, l'ego si dissolve per far spazio all'essere e l'anima ritrova la sua connessione con il tutto. Il silenzio è un postale che ti porta a te stesso, ecco perchè è così temibile. In questa dimensione il silenzio è uno stato interiore dove sei capace di ascoltare tutto e nulla ti disturba, perchè comprendi che una cosa è il rumore e un altra il suono. Il rumore disturba perchè non sei in pace interiormente, quando invece raggiungi interiormente il silenzio il rumore si trasforma in suono e comprendi che ogni creatura ha un suono, l'eco del suo essere. Non è l'ambiente esterno che deve stare in silenzio, siamo noi che debbiamo entrare nel silenzio ed allora tutto si trasforma. Il silenzio materiale è fatto di assenza di rumore, invece il silenzio spirituale è fatto di presenza ed attenzione amoroso su ogni suono.
1. La Prospettiva Psicologica: Il Silenzio come Specchio. Nella psicologia del profondo, in particolare nella tradizione junghiana e psicoanalitica, il silenzio è uno strumento clinico fondamentale. Emergenza dell'Inconscio: Quando il rumore quotidiano cessa, la mente smette di difendersi e permette al materiale rimosso, ai simboli e alle emozioni sepolte di affiorare. La pausa analitica: Nella stanza d'analisi, il silenzio dell'analista non è un'assenza ma una presenza accogliente. È un invito a sospendere il controllo dell'Ego e ad ascoltare il proprio discorso interiore.Benefici neurobiologici: Riduce il cortisolo (l'ormone dello stress) e permette al cervello di rielaborare le informazioni, favorendo l'insight e la creatività.2. La Prospettiva Esoterica: Il Cammino IniziaticoNei linguaggi ermetici ed esoterici, il silenzio (spesso simboleggiato dal dio Arpocrate o dal velo di Iside) rappresenta il mistero e la soglia tra il profano e l'iniziato.La Mente Superiore: Nelle dottrine orientali e occidentali, il silenzio è la quiete necessaria per calmare il continuo chiacchierio dell'Ego, che teme la propria estinzione.Il Segreto: Esotericamente, "tacere" significa custodire la propria energia spirituale e le verità interiori, evitando di disperderle nella chiacchiera mondana e nel giudizio.Il Vuoto Creativo: L'apparente vuoto (l'abisso) è in realtà il grembo dal quale nascono le intuizioni, la vera volontà (il Thelema) e la comprensione delle leggi universali.3. La Prospettiva Spirituale: Il Linguaggio del Divino In quasi tutte le tradizioni contemplative (dallo Zen alla mistica cristiana), il silenzio è la via maestra per trascendere la dualità e incontrare il divino o il Sè superiore. Ascolto dell'Anima: Nel silenzio si cessa di fare per "essere", permettendo alla voce interiore o alla dimensione transpersonale di farsi udire. La Notte Oscura dell'Anima: A livello spirituale, il silenzio può manifestarsi inizialmente come un vuoto angosciante, una prova necessaria per purificare l'anima dalle proprie illusioni, dipendenze materiali e orgoglio. Unione e Presenza: Il silenzio diventa comunione pura, uno spazio sacro (la quiete) in cui ci si riconosce come parte di un tutto più grande
Nel campo della musica, ad esempio, le pause e i silenzi sono tanto importanti quanto le note stesse. Il silenzio tra le note conferisce un senso di ritmo, tensione e significato alla musica. È attraverso i momenti di silenzio che possiamo davvero apprezzare e comprendere la bellezza e l’emozione della melodia.
Anche nelle arti visive, il silenzio può essere rappresentato attraverso l’uso di spazi vuoti, linee sottili o colori tenui. Questi elementi creano un senso di tranquillità e invitano lo spettatore a immergersi in una contemplazione silenziosa dell’opera.
Nella psicologia il silenzio permette di ritrovare noi stessi, di ristabilire l’equilibrio interiore e di promuovere la crescita personale.
Nella spiritualità il silenzio connette con il sacro e apre ad una maggiore comprensione e compassione verso gli altri.
Nell’arte il silenzio è una fonte di ispirazione creativa e un mezzo per comunicare emozioni profonde.
"Il silenzio è il linguaggio di Dio, tutto il resto sono interpretazioni"
Che cosa è infatti il rumore? E’ uno stimolo che sollecita il nostro orecchio e viene trasmesso al cervello: solo nel cervello diventa rumore. Dunque, seppure la cascata cadendo provoca delle vibrazioni nell'aria, queste non sono affatto rumore. Lo diventano solo se c’è un orecchio che le capta e le trasmette a un cervello: qui, finalmente, diventano rumore.
EL SILENCIO REGENERA EL CEREBRO
Muchos creen que el silencio es un vacío, una ausencia de sonidos y palabras, pero se equivocan. En realidad, el silencio es la fuente del significado de las palabras y de la importancia de los sonidos. Cuando nuestro cerebro entra en la esfera del silencio, activa un sistema de recuperación neuronal. Es como un purificador. La ciencia ha descubierto que el silencio consciente reduce la frecuencia cardíaca y la presión arterial, y promueve un cambio hacia el sistema nervioso parasimpático. No se trata de un simple descanso; es una regulación homeostática. Por lo tanto, el silencio crea un entorno biológico favorable para la reorganización de los circuitos de memoria y aprendizaje. El silencio es un verdadero reinicio (reset) porque activa la escucha, que es un motor regenerador de neuronas que restaura nuestro sistema neuronal cerebral.
El ritmo del silencio. El silencio es el momento del descanso y la quietud. La edad de la vejez del alma, donde se revela que la creatura màs sabia es el tiempo porque todo lo dice al final. Corresponde a la fase de la muerte. Con el silencio regresas a tu ser interior. Quien entra en el vientre del silencio escucha todo, comprende el Todo, se conecta con el vacío universal donde todo surge. El silencio no es ausencia sino plenitud. Silencio no es no escuchar nada, es comprender todo lo que escuchas porque lo recibes en el vientre del silencio donde todo se trasforma.






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